C’è chi la definisce “la Venezia del Nord”. Ma, diciamolo subito, chi fa questo paragone probabilmente a Venezia non c’è mai stato. Venezia vive sull’acqua, Amsterdam nasce da una diga: non a caso “Amstel dam” significa letteralmente diga sul fiume Amstel. Due mondi paralleli che non hanno alcun bisogno di specchiarsi l’uno nell’altro.
Sono trascorsi quasi 25 anni dal mio primo incontro con la capitale olandese. Il mio primo volo, la mia prima vera avventura. Eppure, nonostante le aspettative, non fu un viaggio indimenticabile. Negli anni successivi ho collezionato decine di destinazioni, vicine e lontane, ma l’idea di tornare ad Amsterdam non mi sfiorava affatto.
Fino all’estate del 2025.
Una seconda occasione, un ritorno quasi dovuto. Perché sì, alcune città hanno bisogno di tempo, di nuovi occhi con cui guardarle. Eppure, nonostante il passare degli anni e le abitudini cambiate, la sensazione è rimasta la stessa: Amsterdam non mi appartiene.
Non è per i coffee shop, né per l’iconico Red Light District. Al contrario, adoro perdermi tra i canali, scrutare le enormi finestre delle sue case storte e immaginare la vita dentro quei salotti perfetti. Mi affascinano le architetture avveniristiche e i palazzi moderni che si mescolano alle facciate storiche.
Eppure, ogni volta che provo a stringere un legame con la città, resta quella sensazione di distanza. Per me Amsterdam è – e forse resterà sempre – una città di passaggio. Bellissima da visitare per un weekend, affascinante per i suoi contrasti, ma destinata a rimanere un punto di transito verso altre mete.
Cosa non mi ha convinta di Amsterdam
Ogni città ha le sue luci e le sue ombre, e Amsterdam non fa eccezione. Dietro la cartolina perfetta dei canali e delle case “danzanti”, ci sono aspetti meno piacevoli che, nel mio caso, hanno pesato sull’esperienza.
- La sporcizia. Non so se fosse una condizione temporanea o un problema strutturale, ma trovare cestini aperti e rifiuti sparsi lungo le strade non è certo l’immagine che ci si aspetta da una capitale nord-europea.
- Gli orinatoi all’aperto. Sparsi un po’ ovunque, fanno parte della strategia cittadina per gestire la vita notturna e ridurre i disagi legati al turismo di massa. Capisco la scelta, ma la realtà è meno romantica: l’odore che rilasciano è spesso pungente e decisamente poco gradevole.
- Le biciclette. Vivo vicino a Ferrara, “città delle biciclette”, quindi la convivenza con i ciclisti mi è familiare. Ma Amsterdam è un’altra storia: più che convivenza, è sopravvivenza. Se attraversi una ciclabile sulle strisce pedonali, guardati bene intorno: qui i ciclisti sfrecciano veloci e raramente rallentano. E se per caso ti travolgono? Non aspettarti nemmeno un “sorry”: sei tu che hai osato intralciare la loro corsia preferenziale.
- Infine, un dettaglio pratico: ad Amsterdam si paga praticamente tutto, e tanto. Se ti piace girare per musei, la soluzione più conveniente è l’Amsterdam City Card, che include l’ingresso a oltre 70 musei e attrazioni, l’uso illimitato dei trasporti pubblici e persino una crociera di un’ora sui canali. Un investimento iniziale non indifferente, ma che può rivelarsi vantaggioso se hai in programma un itinerario culturale intenso.
Se stai organizzando un viaggio nei Paesi Bassi, il mio consiglio è semplice: non fermarti solo ad Amsterdam.
Il vero fascino olandese si scopre con una vacanza itinerante, lasciandosi sorprendere da città meno scontate ma incredibilmente autentiche come Rotterdam, Utrecht e Dordrecht.
Rotterdam è l’esempio perfetto di come dalle macerie possa nascere qualcosa di visionario. Distrutta quasi interamente durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi è una città-laboratorio di architettura futurista. Dalle iconiche case cubiche – Kubushuis – al mercato coperto Markthal, fino al sorprendente Art Depot Museum Boijmans Van Beuningen la cui facciata interamente coperta di specchi riflette il paesaggio urbano circostante. Qui ogni edificio è una dichiarazione di stile.






Poi c’è Utrecht, la sorella giovane e vibrante. Una città a misura d’uomo, piena di studenti, biciclette e caffè lungo i canali. Due tappe sono imprescindibili: il fiabesco Castello de Haar e la maestosa Dom Tower, che domina lo skyline. E se viaggi con bambini, segnati una tappa al Miffy Museum, interamente dedicato al coniglietto creato da Dick Bruna: un’esperienza che conquista anche i più grandi.
Infine, Dordrecht: la più antica città dei Paesi Bassi, dove il tempo sembra essersi fermato. Qui si respira un’atmosfera più autentica, fatta di storia e architetture secolari. Se capiti nel periodo giusto, non perdere l’Open Monumentendagen Dordrecht, la Giornata dei Monumenti Aperti: oltre 60 musei e palazzi storici visitabili gratuitamente. Un’occasione da non perdere, soprattutto in Olanda dove l’ingresso a musei e attrazioni non è esattamente economico. Dimentica Londra o Edimburgo, qui si paga quasi tutto, e anche salato.
Come spostarsi
La rete ferroviaria nei Paesi Bassi è una certezza: treni puntuali, frequenti e collegamenti che ti portano praticamente ovunque senza stress. Tutto quello che ti serve è l’App NS Travel Planner, lo strumento ufficiale della Nederlandse Spoorwegen (NS): qui puoi acquistare i biglietti, controllare orari in tempo reale e pianificare ogni spostamento.
Per muoverti invece ad Amsterdam, la soluzione è scaricare l’app gratuita GVB reis. Ti permette di orientarti facilmente tra tram, autobus e metropolitana. In alternativa, puoi optare per i pratici pass giornalieri o plurigiornalieri, acquistabili tramite app, nei distributori automatici o alle biglietterie GVB presenti nelle principali stazioni. Non abbiamo acquistato il pass di 5 giorni a 34€ a persona.
E qui arriva la sorpresa: sì, qualcosa di gratuito ad Amsterdam esiste davvero!
I traghetti GVB, riconoscibili dai classici colori bianco e azzurro, partono proprio dal retro della Stazione Centrale e non ti costano un centesimo. In pochi minuti ti portano dall’altra parte dell’IJ, il fiume che taglia la città, regalandoti anche una mini crociera. La destinazione? Amsterdam Noord, il quartiere in continua trasformazione dove ex cantieri navali sono diventati hub creativi, tra street art, locali alla moda e spazi culturali che raccontano l’anima più contemporanea della città.

Tornerei ad Amsterdam? Probabilmente no.
Magari mi fermerei solo per un weekend, giusto il tempo di assaporare i dolci squisiti di Saint-Jean e cenare al Meatless District, due esperienze che da sole valgono il viaggio. Il giorno dopo partirei subito alla scoperta del Paesi Bassi, con un viaggio itinerante tra città meno celebri ma incredibilmente affascinanti.
Amsterdam resta per me una città di passaggio: canali pittoreschi, biciclette impazzite e architetture visionarie la rendono unica, ma il mio cuore cerca itinerari differenti. Da vedere, certo, da amare… beh, quello è un altro discorso. E forse proprio questo è il bello: sapere che alcune città non ti appartengono davvero, ma ti lasciano lo stesso un ricordo indelebile, fatto di scorci, odori e contrasti impossibili da dimenticare.
Lascia che Amsterdam ti accolga, ma non fermarti: oltre i suoi confini c’è un territorio che si rivela solo a chi è disposto a cercare l’insolito.
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